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Testimonianze

Suet, Aprile 2007 - Hong Kong
Per me, codipendenza é perdere me stessa nella relazione e fallire nel vedere e rispettare mio marito per ciò che é. Prima di frequentare i seminari di InSight, l’interazione fra mio marito e me era tesa e drammatica. Mi aspettavo che lui rispondesse ai miei bisogni nel modo in cui volevo io, e quando questo non accadeva, ne uscivo frustrata e delusa.
La mia frustrazione innescava immancabilmente una catena di dolorose reazioni, che poi ci infliggevamo l’uno all’altra.
I seminari di Codipendenza mi hanno aiutato a trovare “me stessa”. Ora sono più in contatto con le mie emozioni e più consapevole delle mie paure e ferite. In altre parole, ho cominciato a connettermi con il mio “bambino interiore ferito” ed a comprendere come questa parte di me conduce il mio matrimonio alla rovina. Con questa consapevolezza, posso contenere le mie reazioni e rimanere centrata anche quando i miei bisogni non sono soddisfatti. Il risultato é che ho più spazio per vedere realmente mio marito e rispettarlo per ciò che è davvero.


Jonathan, Luglio 2007 – Hong Kong
In quasi 20 anni di matrimonio, ho incontrato in diversi momenti, svariate difficoltà nella relazione con mia moglie. Di conseguenza ho provato diversi metodi per cercare di migliorare le mie capacità di comunicazione con lei. Comunque la situazione non è mai migliorata, fino all’anno scorso, quando ho avuto la fortuna di conoscere il lavoro sulla “codipendenza”.
Partecipare ai seminari di codipendenza mi ha permesso di migliorare la comprensione ed accettazione di me, quindi la direzione verso la guarigione ora mi é più chiara.
Ho imparato le dinamiche della codipendenza ed ho imparato di me e dei miei comportamenti ancor di più, attraverso le interazioni e le condivisioni con gli altri partecipanti e gli insegnanti.
Condividendo con la mia partner quello che ho imparato nei seminari, la nostra comprensione reciproca é migliorata. Questo ci ha aiutato ad accettarci reciprocamente ed a coltivare una relazione sana.
Vorrei esprimere la mia sincera gratitudine ad Amana e Bhakta, per l’attenzione, l’amore, la pazienza e la compassione. Siete partners perfettamente complementari nel lavoro e nella vita!


Anna, Maggio 2007 - Taiwan
Mi sono avvicinata al lavoro sulla Codipendenza perché mio marito mi tradiva. E’ un esperienza dolorosa ed é difficile parlarne, per la maggior parte delle donne.
Per oltre mezzo anno ho sofferto in silenzio il tradimento, la rabbia, la perdita del mio valore e della fiducia.
Sono stata più fortunata di altre donne, perché ho cercato aiuto. Nei seminari di codipendenza, ho visto la grande rabbia in me per la prima volta, ma non ero in grado di esprimerla. La rabbia bloccata nella gola. Non importava quando duramente provassi, semplicemente non potevo tirarla fuori. In quei giorni tutti partecipanti mostravano le loro parti più fragili. Solo allora ho realizzato che ciò che abbiamo dentro é uguale in ognuno di noi. Dietro tratti di maschere c’é un cuore vulnerabile che ha paura di non essere amato e apprezzato. Per la paura di essere feriti copriamo il nostro cuore delicato e vero, con la rabbia e tutte le altre possibili strategie.
Mentre attraversavo le varie fasi del processo della codipendenza, sempre più in profondità, la relazione fra mio marito e me ebbe un cambiamento evidente. Immagino fosse toccato dalla mia vulnerabilità. Ho sempre avuto un caratteraccio, non volevo mai perdere o fallire e pretendevo di essere trattata con giustizia e questa mia attitudine mi rendeva, alle volte, la vita difficile. Ero convinta che felicità e beatitudine si potessero ottenere solo attraverso lo sforzo e la pretesa. Ma la vita mi ha provato che quello che pensavo in passato era totalmente sbagliato. Ora sto imparando a ricevere, a portare leggerezza nella mia vita, ad arrendermi alla forza più grande della vita, all’Esistenza stessa. L’amore che provavo per mio marito era amore con “condizioni”. Ora il mio amore é più grande.
Ho riconquistato la fiducia ed il coraggio di vivere, così posso accettare tutto quello che la vita mi porta con la certezze di essere al sicuro.
Arrendersi sconfitti é la via più facile, ma arrendendoci perdiamo la possibilità di imparare. Diventare consapevoli del problema, entrandoci dentro, passandoci attraverso, ci permette di conquistare la vera saggezza di vita.


Leela, Maggio 2007 - Taiwan
Sono stata sposata con mio marito per oltre vent’anni. Lo scorso Aprile o Maggio 2006 gli ho proposto di divorziare. Di fatto avevo questa idea da molti anni ma non avevo il coraggio di tirarla fuori, nonostante nella nostra relazione non ci fosse più amore. Quando pensavo di vivere da sola ed affrontare la solitudine venivano a galla tutte le mie paure ed insicurezze. Così, quando la parola divorzio mi arrivava in bocca la ricacciavo dentro.
Anche se ero stata sposata per vent’anni e più, mi ero sempre domandata che cosa fosse l’amore e come funzionasse una vera relazione intima. Quindi nel momento in cui ho chiesto il divorzio, ho deciso di partecipare ai seminari di codipendenza, cercando una maggiore chiarezza in me stessa.
Durante il seminario di codipendenza sono entrata in contatto con la mia bambina interiore per la prima volta. Quella bambina è spesso delusa, spaventata e ferita. Desidera così tanto l’amore dei suoi genitori che é pronta a rinunciare alla sua propria innocenza e posizione per rispondere ai bisogni ed alle aspettative che essi ripongono in lei.
Facevo la stessa cosa nella relazione con mio marito, continuamente perdendo me stessa, la mia voce, la mia posizione…
E’ un percorso lungo, imparare a prendersi cura dei bisogni della bambina, accettare tutte le sue emozioni, buone o cattive.
Durante il processo ho realizzato: l’amore non é mai fuori, mai “qualcun altro”. L’accettazione é l’amore stesso, ed accompagnarsi nel cammino é quello stesso amore.
Questa comprensione ha continuato a crescere e trasformarsi mentre mi prendevo cura della bambina dentro di me.
Un giorno ho scoperto che c’é una chiara e stabile qualità di adulto in me!
In passato ho sempre cercato di rispondere ai bisogni degli altri e negavo me stessa fino a quando non ero più in grado di dare.
Mentre mi prendevo cura della mia bambina interiore, gradualmente diventavo più consapevole dei miei sentimenti interiori e mi avvicinavo a me stessa, in grado di distinguere quando voglio e quando non voglio.
Ho scoperto di avere più forza ed assertività quando interagisco con gli altri.
Ho cominciato ad essere in grado di rispondere a molte cose del mondo esterno.
Questa mia forza é diventata ancora più chiara mentre trattavo il divorzio con mio marito. Ho realizzato che il divorzio era ciò che realmente volevo. Anche se non c’era più amore fra noi da oltre cinque, sei anni, non ero mai stata in grado di prendere questa decisione rischiosa.
Ora sono diversa, ho la forza di essere me stessa, sono pronta ad affrontare la mia solitudine! Durante il mio cambiamento, ho visto che la mia connessione con lui é diventata più profonda. Quando posso prendermi cura della mia bambina interiore sono in grado di offrire maggiore supporto anche ai bambini interiori degli altri, bambini con le stesse mie ferite.
Anche se abbiamo divorziato, dando supporto ai nostri bambini interiori, siamo stati in grado di far accadere una nuova e diversa qualità nella nostra relazione.


Madhavi, marzo 2008 - Italia
Ho sempre cercato, fin da piccola, di scoprire cosa ci fosse dietro alle apparenze, ho sempre sospettando che nella realtà che percepivo, ci dovesse essere una profondità ben diversa da come me la facevano vedere “i grandi”. Ricordo ore ed ore passate con le amiche a scervellarsi per trovare risposte autentiche, l’esperienza con le droghe, che ingenuamente credevo potessero rappresentare un aiuto per la ricerca interiore, oltre ovviamente ad un facile palliativo per il mio “mal di vivere”, la depressione di cui soffrivo già dall’infanzia.
Da quando ho incominciato a lavorare con la codipendenza, sessione dopo sessione, seminario dopo seminario, finalmente ho capito come scendere profondamente dentro di me, a provare la gioia autentica di entrare nel proprio essere incontaminato, chiuso in una prigione fatta di secoli di paure, vergogne, delusioni. Ho compreso grazie a questo lavoro, che le chiavi di quella prigione le avevo io! Ho rincontrato lì dentro la bambina che ero, e così ho ritrovato il suo, il mio grandissimo amore per una mamma, che pensavo aver perso per sempre, sotterrato da anni di conflitti, aspettative ed incomprensioni.
La strada è lunga tutta una vita. A volte fa paura, e a volte è la danza di un ruscello in primavera. Vi si incontrano compagni di cammino - e non parlo solo delle belle persone che condividono con noi questa esperienza, ma anche delle doti e qualità interiori che ci riscopriamo - e passo dopo passo la vita acquista un senso nuovo, e si riesce, finalmente, di nuovo, a respirarne la meravigliosa fragranza!


Nirvesh, marzo 2008 – Italia

Come spesso mi è accaduto,

Quando mi sentivo completamente vuoto,
La vita mi ha offerto sempre un’occasione.

Come spesso mi è accaduto,
Questo vuoto l’ho riempito.

Come mai mi è accaduto,
Mi sono accorto che questo vuoto è sempre lì.

Oggi, sempre più frequentemente riesco a vivere la vita per quello che è,
Senza l’ossessione di riempire questo vuoto.

Finalmente riesco a vivere,
godendo dei momenti PIENI.
E vivere,
accettando i momenti VUOTI.